martedì 5 dicembre 2006

La prostituzione universitaria

Ieri è uscito un articolo che ha lasciato una certa perplessità non solo in città ma anche qui a casa. Sembra infatti che una studentessa abbia dichiarato durante un'intervista al giornale dell'università, di darsi alla prostituzione per pagarsi gli studi. A quanto pare, avrebbe tentato di fare qualche altro lavoro, ma non sarebbe stato necessario per pagarsi le spese di ogni settimana. Se in casa i ragazzi si sono già movimentati per scoprire di che facoltà sia (e non certo per pura curiosità...) a me la notizia ha fatto una strano effetto davvero. Se volete leggere l'articolo vi rimando al quotidiano della zona

Tra i tanti privilegi del Trentino Alto Adige, troviamo anche le possibilità di ricevere una sostanziosa borsa di studio direttamente dalla regione che varia da un minimo di 2000 euro ad un max di 4500 euro e che cerca di sostenere le famiglie meno abbienti.

Oltre a ciò, esistono altri modi per guadagnare qualcosa: per esempio cercare un lavoro part-time. Io per pagarmi gli studi lavoro al weekend: certo, non ho una grandiosa vita sociale, ma almeno ho la coscienza a posto, poichè non peso sul budget della mia famiglia e mi sento bene con me stessa. Vi dirò, lo so che costa tanta e tanta fatica rinunciare al proprio divertimento, e che per qualsiasi lavoro si faccia, non si guadagna di certo come nella prostituzione (che nasconde un gran giro di soldi), ma preferisco che mi vengano i polpacci grossi e le gambe doloranti, piuttosto di vendere il mio corpo e la mia integrità per pagarmi gli studi. Ma questo è solo un punto di vista....

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